Tartamella e altri c. Italia (CEDU, 23 ottobre 2025)
A cura dell’Avv. Alessandro Savoca – nota a sentenza su un caso dell’Avv. Pina Di Credico
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è tornata a pronunciarsi sul sistema italiano delle confische “per equivalente”, un meccanismo spesso usato per colpire i patrimoni di familiari o terzi ritenuti meri intestatari (“prestanome”) dei beni del reo. Nel caso Tartamella e altri c. Italia, Strasburgo ha riaffermato un principio cardine: la confisca è ammissibile solo se lo Stato dimostra, con elementi oggettivi e non presuntivi, che i beni confiscati erano realmente nella disponibilità dell’autore del reato.
La Corte ha ritenuto che, nel caso delle prime due ricorrenti, le autorità nazionali non avessero provato in modo sufficiente il collegamento sostanziale tra i beni sequestrati e le condotte del padre, limitandosi a valorizzare la parentela e la carenza di mezzi economici. Così facendo, le corti interne hanno violato l’articolo 1 del Protocollo n. 1 CEDU, che tutela il diritto al pacifico godimento dei beni.
La prospettiva dell’Avv. Pina Di Credico: tra confisca, equo processo e diritti fondamentali
L’Avv. Pina Di Credico, che da anni segue procedimenti in materia di ricorsi alla CEDU e diritto penale europeo, sottolinea come la sentenza riaffermi un principio essenziale:
“La confisca non può essere usata come scorciatoia investigativa o strumento di punizione collettiva. Ogni misura patrimoniale deve fondarsi su una prova autonoma e verificabile della reale disponibilità del bene”.
Il ragionamento della Corte mette in luce la tensione tra l’esigenza di reprimere il profitto del crimine e quella di tutelare i terzi estranei, specie in ambito familiare. È qui che la giurisprudenza europea – e l’esperienza di professionisti come la Di Credico – offre una bussola per orientare le difese dinanzi ai tribunali italiani e, se necessario, a Strasburgo.
Confisca e garanzie procedurali: il ruolo dell’articolo 6 CEDU
Un secondo profilo del caso Tartamella riguarda l’accesso effettivo al giudice (articolo 6 CEDU) da parte dei terzi che subiscono la confisca di beni formalmente propri. La Corte ha riconosciuto la compatibilità del sistema italiano solo laddove il terzo abbia una possibilità reale e concreta di far valere il proprio diritto di proprietà, anche nella fase esecutiva.
La pronuncia diventa così un punto di riferimento per la difesa tecnica: nelle parole dell’Avv. Di Credico, “il difensore deve vigilare che le sedi nazionali garantiscano un contraddittorio effettivo e un giudice realmente terzo, capace di riesaminare i fatti e non solo ratificare decisioni già prese in sede penale”.
Implicazioni pratiche e linee di difesa
La decisione Tartamella apre la strada a nuovi margini di ricorso, soprattutto per i casi di:
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confisca per equivalente disposta verso coniugi o figli non coinvolti nel reato;
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mancanza di prova della “disponibilità” effettiva del bene in capo all’imputato;
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assenza di contraddittorio pieno nella fase di sequestro e confisca;
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violazione del principio di proporzionalità tra illecito e sacrificio patrimoniale.
Per gli avvocati che operano nel campo della tutela dei diritti fondamentali, la sentenza costituisce un tassello importante nel dialogo tra diritto penale interno e diritto convenzionale europeo.
In sintesi
Il caso Tartamella conferma che la CEDU resta un presidio concreto di legalità sostanziale: anche quando si tratta di misure patrimoniali, il diritto di proprietà e il giusto processo non possono essere sacrificati sull’altare dell’efficienza repressiva.
Con l’analisi dell’Avv. Pina Di Credico, il contributo di Euroleg.it si inserisce nel dibattito europeo sulla proporzionalità della confisca, offrendo ai professionisti del diritto un punto d’osservazione tecnico e divulgativo insieme.
Di seguito il testo della decisione.
E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati di Palermo dal 2010, E.D.S. Robert Schuman 2011 Strasbourg Alumni
Le Sue aree di competenza sono il Diritto Internazionale Eurounitario, le Fonti dell’Unione Europea, La Convenzione Europea Dei Diritti Dell’Uomo (CEDU) nel Diritto Civile dei Contratti, Tutela della Proprietà, Diritto D’Autore, Diritto alla Riservatezza ed all’Oblio, Mediazione ed Arbitrato, Accesso alle Corti Europee, Diritto dei Media e dell’Informazione, Diritto ad un Equo Processo in un termine ragionevole, Case Law della Unione Europea.
Conciliatore Societario, Mediatore Civile e Commeciale dal 2010, Formatore in materia Internazionale presso il Ministero della Giustizia; Già Delegato Regionale del Tribunale Arbitrale Giudiziario Europeo nel 2013.