Aggiornato al 4 luglio 2026.
a cura dell’Avv. Alessandro Savoca – www.euroleg.it
Nel processo civile telematico la dimensione massima della busta telematica è pari a 60 MB. Dal 17 febbraio 2026 è inoltre indispensabile che il redattore cifri i contenuti della busta con l’algoritmo AES256: un deposito non conforme viene classificato come errore FATAL e non può essere accettato.
Una novità non banale per chi vive di fascicoli pesanti, allegati tecnici e scansioni infinite.
1. La busta telematica civile fino a 60 MB
Con il Provvedimento DGSIA del 7 agosto 2024, pubblicato sul Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia e divenuto efficace dal 30 settembre 2024, sono state aggiornate le specifiche tecniche del PCT, raddoppiando la capienza massima dell’atto cifrato depositabile telematicamente (da 30 MB a 60 MB).
Successivamente, con una nota del 16 settembre 2024 il DGSIA ha chiarito un punto cruciale:
il limite di 60 MB si riferisce non alla “busta telematica” in senso lato (PEC), ma al file Atto.enc generato dal redattore.
In sintesi operativa:
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il file Atto.enc (che contiene atto + allegati, cifrati) non può superare 60 MB;
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la PEC effettiva sarà più pesante (in media +30/35%) per effetto della codifica base64, quindi non allarmatevi se la busta finale “pesa” molto più di 60 MB nella casella.
Come fare con procedimenti ricchi di allegati “pesanti”? E se il mio programma ha impostato il limite di 30 MB?
Aggiornamento 2026: cifratura AES256 obbligatoria
Il Portale dei Servizi Telematici ha disposto l’aggiornamento dei redattori alla cifratura AES256. Dopo una fase iniziale di controllo non bloccante, dal 17 febbraio 2026 l’impiego di un algoritmo diverso determina un errore FATAL. Lo studio deve quindi verificare che il redattore sia aggiornato e non limitarsi al controllo della dimensione della busta.
Attenzione alla distinzione tra civile e penale: la soglia di 60 MB per singolo file e 600 MB per l’intero deposito prevista dall’art. 18, comma 17, delle specifiche riguarda il deposito penale tramite PDP. Non è il limite della busta telematica civile trasmessa via PEC, che resta pari a 60 MB complessivi.
2. Cosa cambia per lo studio legale (in concreto)
Per la practice quotidiana questo significa:
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meno necessità di frazionare gli allegati in mille buste complementari;
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maggiore agio per depositare:
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scansioni un po’ più “generose”,
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documentazione tecnica,
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allegati multipli anche in unico invio;
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possibilità di sfruttare meglio anche i nuovi formati ammessi (PDF/A, file multimediali, ecc.), introdotti dallo stesso pacchetto di specifiche.
Attenzione però: il fatto che il Ministero ti consenta 60 MB di Atto.enc non significa che qualsiasi client di posta (Outlook, Thunderbird, webmail) sia automaticamente allineato, né che tutti i server PEC terzi adottino gli stessi limiti.
Per questo, oltre alla parte “server side” (PEC/provider), vale la pena dare un’occhiata anche al blocco locale di Outlook.
3. Outlook e allegati “grandi”: perché ti blocca prima del server
Outlook ha un suo limite interno di dimensione degli allegati: anche se il tuo server/PEC accetta 60 MB (o più), il client potrebbe:
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impedirti di allegare il file,
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o restituirti messaggi tipo “il file allegato supera il limite consentito dall’amministratore”.
Questo è un vincolo lato client, configurabile via registro di sistema (Windows).
⚠️ Disclaimer tecnico
Le indicazioni che seguono sono riferite alla versione Microsoft 365 / Office 16.0 su Windows 11.
Su versioni diverse di Office/Windows, i percorsi nel registro e i limiti effettivi possono variare.
Prima di toccare il registro:
– fate un backup o fate intervenire il vostro responsabile IT / sistemista;
– se siete in ambiente aziendale gestito, verificate le policy interne (Group Policy, MDM ecc.).
4. Come aumentare il limite allegati in Outlook (lato client)
4.1. Obiettivo
Allineare Outlook al nuovo scenario PCT, alzando o eliminando il limite di dimensione degli allegati sul client, in modo da:
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evitare blocchi “preventivi” di Outlook,
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lasciare che sia il server PEC a decidere se il messaggio è troppo grande.
4.2. Passi operativi (Office 365 / 2016/2019/2021 su Windows 11)
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Chiudi Outlook.
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Apri l’editor del registro:
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premi Win + R
-
digita
regedit -
premi Invio.
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Naviga fino a questa chiave:
Se la chiave
Preferencesnon esiste, creala:
tasto destro suOutlook→ Nuovo → Chiave → nome:Preferences. -
Nella chiave
Preferences, crea un nuovo valore DWORD (32 bit):-
tasto destro nel riquadro di destra → Nuovo → Valore DWORD (32 bit)
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nome del valore: MaximumAttachmentSize
-
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Configura il valore:
-
doppio clic su
MaximumAttachmentSize; -
Base:
Decimale; -
Dati valore:
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per un limite simile ai 60 MB:
60000
(sono KB → circa 58–59 MB effettivi lato Outlook); -
oppure
0per nessun limite lato Outlook
(in tal caso, l’unico “tappo” rimane il server PEC).
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-
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Conferma con OK, chiudi l’Editor del Registro.
-
Riapri Outlook e prova ad allegare i file più pesanti.
🔎 Nota pratica
– Se metti60000, Outlook inizierà a permettere allegati fino a circa 60 MB.
– Se metti0, Outlook smette di limitare; potrebbero però intervenire:
– i limiti del server PEC del mittente,
– i limiti del server di destinazione (che possono essere più bassi).
5. Coordinare studio, PEC e PCT
Per avere una filiera davvero coerente con il nuovo quadro ministeriale, nel concreto conviene:
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Verificare i limiti lato PEC/provider
Chiedere al gestore PEC qual è il massimo per singolo messaggio (molti provider si attestano tra 30 e 100 MB totali). -
Adeguare Outlook lato client, come visto sopra, per evitare blocchi inutili.
-
Ottimizzare comunque i file, perché 60 MB non sono infiniti:
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scansioni a 150 dpi, bianco e nero ove possibile;
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evitare PDF “fotocopia” giganteschi;
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usare compressione intelligente quando non si sacrifica la leggibilità.
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-
Usare i depositi complementari quando si va oltre i 60 MB di Atto.enc:
la normativa e le specifiche tecniche continuano a prevederli proprio come “valvola di sicurezza” per fascicoli molto pesanti.
6. Conclusione: 60 MB, AES256 e controllo della filiera
Il limite di 60 MB della busta telematica civile riduce la necessità di frazionare i depositi, ma dal 2026 la verifica del redattore aggiornato ad AES256 è altrettanto essenziale.
Perché il beneficio sia reale, però, serve:
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coinvolgere l’IT dello studio per allineare i limiti di Outlook e delle caselle PEC;
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mantenere una disciplina digitale (file ragionevoli, scansioni ottimizzate, uso consapevole dei complementari);
-
ricordare che, anche con più spazio, la responsabilità sulla corretta gestione dei depositi rimane in capo al difensore.
Da parte nostra, come euroleg.it, continueremo a monitorare le evoluzioni tecniche del PCT e a tradurle in istruzioni operative “da studio”, il più possibile vicine ai problemi reali di chi tutti i giorni deposita, notifica, scarica e litiga con le buste telematiche.
Fonti ufficiali
E’ iscritto all’Ordine degli Avvocati di Palermo dal 2010, European Diploma Supplement for Legal Profession, Robert Schuman 2011 Strasbourg Alumni
Avv. Alessandro Savoca — Avvocato cassazionista, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Palermo dal 2010 e all’Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori dal 2021. Si occupa di diritto europeo, CEDU e contenzioso nazionale. Le Sue aree di competenza sono il Diritto Internazionale Eurounitario, le Fonti dell’Unione Europea, La Convenzione Europea Dei Diritti Dell’Uomo (CEDU) nel Diritto Civile dei Contratti, Tutela della Proprietà, Diritto D’Autore, Diritto alla Riservatezza ed all’Oblio, Mediazione ed Arbitrato, Accesso alle Corti Europee, Diritto dei Media e dell’Informazione, Diritto ad un Equo Processo in un termine ragionevole, Case Law della Unione Europea. Conciliatore Societario, Mediatore Civile e Commerciale dal 2010, Formatore in materia Internazionale presso il Ministero della Giustizia; Già Delegato Regionale del Tribunale Arbitrale Giudiziario Europeo.