Pintopaga 2026: istanza SIAMM entro il 30 ottobre, pena decadenza dal credito

Aggiornato al 2 luglio 2026.

Il progetto straordinario PintoPaga è diretto a smaltire l’arretrato dei pagamenti dovuti ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 89 (legge Pinto) per i decreti di indennizzo emessi dalle Corti d’appello dal 2015 al 31 dicembre 2022. Per i crediti compresi nel progetto, la dichiarazione richiesta dall’art. 5-sexies L. 89/2001 deve essere rinnovata o presentata, secondo il periodo di liquidazione e la situazione della pratica, sulla piattaforma SIAMM Pinto digitale entro il 30 ottobre 2026: l’omissione comporta la decadenza prevista dalla legge.

Chi ha già ottenuto un decreto di equa riparazione ai sensi della Legge Pinto e non ha ancora incassato l’indennizzo dovrebbe verificare subito la propria posizione su SIAMM. Per le somme liquidate fino al 31 dicembre 2021 la legge impone il rinnovo della dichiarazione; per quelle liquidate nel 2022 il D.L. n. 100/2026 richiede la presentazione entro la stessa data se il creditore non vi ha già provveduto. La pagina ministeriale invita comunque gli interessati a ricaricare istanza e documentazione aggiornata.

Presupposti normativi

Il quadro si fonda su tre interventi che si sono succeduti:

  • L. 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di bilancio 2025), art. 1 commi 817–821: ha istituito la base normativa del progetto straordinario, estendendo alla piattaforma SIAMM Pinto digitale — già in uso dal 2023 — anche la lavorazione dei decreti pregressi (2015–2022), prima gestiti con procedura cartacea dalle singole Corti d’appello.
  • D.L. 8 agosto 2025, n. 117, conv. con modificazioni dalla L. 3 ottobre 2025, n. 148, art. 9: ha modificato l’art. 5-sexies L. 89/2001. Il comma 12-bis fissa al 30 ottobre 2026 il rinnovo per le somme liquidate fino al 31 dicembre 2021 e sospende fino al 21 gennaio 2027 le azioni esecutive e i giudizi di ottemperanza indicati dalla disposizione.
  • D.L. 12 giugno 2026, n. 100, art. 7, in vigore dal 13 giugno 2026 e ancora soggetto a conversione alla data di aggiornamento: ha inserito il comma 12-bis.1, estendendo espressamente la scadenza del 30 ottobre 2026 ai creditori di somme liquidate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 che non abbiano già presentato la dichiarazione. La precedente divergenza tra il tenore del comma 12-ter e l’avviso ministeriale è quindi superata, per il 2022, dalla norma sopravvenuta.
  • Lo stesso art. 9 ha inoltre modificato l’art. 4, comma 1, L. 89/2001, stabilendo che la domanda di equa riparazione può ora essere proposta anche in pendenza del processo presupposto quando il termine ragionevole è già superato — norma che recepisce la sentenza Corte cost. 21 marzo–26 aprile 2018, n. 88 (G.U. 1ª s.s. 2.5.2018, n. 18), che aveva dichiarato illegittimo il divieto introdotto nel 2012.

Tempi procedurali reali

Secondo la pagina istituzionale del Ministero della Giustizia (aggiornamento 6.10.2025):

  • Istanza su SIAMM: entro il 30 ottobre 2026, a pena di decadenza dal credito.
  • Valutazione e liquidazione da parte dell’amministrazione: entro il 31 dicembre 2026.
  • Accesso alla piattaforma: SIAMM Pinto digitale (lsg.giustizia.it), con SPID o CNS; per i decreti fino al 31.12.2022 va selezionata l’opzione “PintoPaga” in fase di indicazione dell’ufficio.
  • Per i decreti depositati dal 1° gennaio 2023 provvedono invece le singole Corti d’appello, fuori dal progetto straordinario.

Errori frequenti

  • Applicare la stessa regola documentale a ogni annualità: per le somme liquidate fino al 2021 la legge parla di rinnovo; per il 2022 di presentazione, se non già eseguita. In entrambi i casi occorre controllare lo stato concreto della pratica e le istruzioni SIAMM.
  • Confondere “decreto liquidato” con “indennizzo già incassato”: il progetto riguarda proprio i decreti liquidati e non ancora pagati.
  • Trasmettere documentazione via PEC o posta elettronica ordinaria: la norma richiede l’uso esclusivo del canale SIAMM.
  • Interpretare la sospensione delle azioni esecutive e dei giudizi di ottemperanza (fino al 21.1.2027) come una rinuncia al credito: si tratta di una sospensione temporanea funzionale al piano di pagamento, non di un’estinzione del diritto.
  • Attendere l’ultima settimana di ottobre 2026 per caricare la pratica: la piattaforma può richiedere integrazioni documentali, con tempi tecnici che rendono rischioso l’invio a ridosso della scadenza.

Casi tipici

Esempio illustrativo (non riferito a un caso dello Studio). Per un credito liquidato nel 2020 e non pagato, il comma 12-bis richiede il rinnovo della dichiarazione entro il 30 ottobre 2026. Per un credito liquidato nel 2022, il comma 12-bis.1 richiede la presentazione entro la stessa data se il creditore non vi ha già provveduto. La verifica deve essere condotta sulla data di liquidazione e sullo stato della singola pratica.

Mini-sezione giurisprudenziale

Trattandosi di una decadenza di recente introduzione, alla data del 2 luglio 2026 non è stata individuata giurisprudenza consolidata specificamente riferita alla scadenza del 30 ottobre 2026. Sul distinto tema della proponibilità della domanda Pinto durante la pendenza del giudizio presupposto, Corte cost. n. 88/2018 aveva dichiarato illegittimo l’art. 4 L. 89/2001 nella parte in cui non lo consentiva; il principio è oggi espresso nel testo legislativo modificato nel 2025.

FAQ

Cos’è il progetto PintoPaga?

È il progetto straordinario del Ministero della Giustizia per pagare, entro il 31 dicembre 2026, circa 80.000 decreti di indennizzo Legge Pinto emessi dalle Corti d’appello tra il 2015 e il 31 dicembre 2022, tramite ripresentazione delle istanze sulla piattaforma SIAMM Pinto digitale.

Chi deve presentare l’istanza entro il 30 ottobre 2026?

I creditori di somme liquidate in base alla Legge Pinto e non ancora pagate, per i decreti compresi nel progetto fino al 31 dicembre 2022. L’adempimento concreto — rinnovo o presentazione se non già effettuata — dipende dall’annualità e dallo stato della pratica.

Cosa succede se non presento l’istanza in tempo?

La legge prevede la decadenza dal credito. Non è prudente fare affidamento su rimedi successivi alla scadenza.

Come si accede alla piattaforma SIAMM?

Tramite SPID o Carta Nazionale dei Servizi, all’indirizzo lsg.giustizia.it, selezionando l’opzione PintoPaga per i decreti fino al 31.12.2022.

Quando verrà effettivamente pagato l’indennizzo?

L’amministrazione ha tempo fino al 31 dicembre 2026 per valutare e liquidare le istanze presentate correttamente ed entro il termine.


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