Malizia e altri c. Italia: regolamento amichevole ex art. 39 CEDU

Nota aggiornata al 4 luglio 2026.

La decisione della Corte EDU relativa a Malizia e altri c. Italia documenta un esito favorevole ai ricorrenti. Il Governo italiano ha riconosciuto la mancata o tardiva esecuzione delle decisioni interne e ha offerto le somme indicate nell’allegato ufficiale; i ricorrenti hanno espressamente accettato la proposta.

Proprio in ragione dell’accettazione, la Corte ha qualificato la definizione come regolamento amichevole ai sensi dell’art. 39 CEDU e ha cancellato i ricorsi dal ruolo. Non si tratta di una sentenza di merito, ma di una decisione che recepisce l’accordo raggiunto sulla base del riconoscimento governativo della violazione e dell’offerta di riparazione.

La vicenda processuale

La decisione riunisce il ricorso n. 16814/21, proposto da Lina Malizia, e altre sei domande riguardanti la mancata o tardiva esecuzione di decisioni interne in materia di equa riparazione, in relazione all’art. 6 § 1 CEDU e all’art. 1 del Protocollo n. 1. Il Governo si è impegnato a pagare gli importi riportati nella tabella allegata entro tre mesi dalla notificazione della decisione, con interessi in caso di ritardo.

La Corte, riunita in comitato della Prima Sezione, ha adottato la decisione l’8 settembre 2022; il provvedimento è stato comunicato per iscritto il 29 settembre 2022.

Per un inquadramento generale sui meccanismi di tutela CEDU e sul ricorso contro l’Italia, si veda la pagina dedicata al ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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