Acanfora e altri c. Italia: regolamento amichevole ex art. 39 CEDU

Nota aggiornata al 4 luglio 2026.

La decisione della Corte EDU relativa ad Acanfora e altri c. Italia documenta un esito favorevole ai ricorrenti. Il Governo italiano ha riconosciuto la mancata o tardiva esecuzione delle decisioni interne in materia di equa riparazione, ha offerto le somme indicate nell’allegato e ha assunto ulteriori impegni diretti ad assicurare l’effettiva esecuzione dei provvedimenti nazionali.

I ricorrenti hanno espressamente accettato la proposta governativa. La Corte ha pertanto qualificato la definizione come regolamento amichevole ai sensi dell’art. 39 CEDU e ha cancellato i ricorsi dal ruolo. Non si tratta di una sentenza di merito, ma di una decisione che recepisce l’accordo raggiunto sulla base del riconoscimento governativo e dell’offerta di riparazione.

La vicenda processuale

La decisione riunisce il ricorso n. 58976/17, proposto da Salvatore Acanfora e da altri ricorrenti, e altre dieci domande. La sola application capofila comprende 86 ricorrenti, come risulta dalla tabella allegata alla decisione ufficiale.

Il Governo si è impegnato a pagare gli importi indicati entro tre mesi dalla notificazione della decisione, con interessi in caso di ritardo; inoltre, per i casi interessati, si è impegnato ad assicurare entro lo stesso termine l’esecuzione delle decisioni interne e a sostenere le spese delle relative procedure esecutive.

La Corte, riunita in comitato della Prima Sezione, ha adottato la decisione il 17 maggio 2023; il provvedimento è stato comunicato per iscritto l’8 giugno 2023.

Per un inquadramento generale sui meccanismi di tutela CEDU e sul ricorso contro l’Italia, si veda la pagina dedicata al ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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